La Chiesa Parrocchiale Pieve di San Martino Vescovo

la Pieve - Foto Pambianchi

Consacrata il 27.09.1897 dal Beato Giovanni Battista Scalabrini Vescovo di Piacenza. La Chiesa, che dista da Pellegrino Parmense circa 5 Km., è situata sulla costa che s’innalza tra i due rami originari del Torrente Stirone a mt. 563 d’altitudine.
La chiesa presenta pianta a croce greca irregolare: il braccio longitudinale, sviluppato lungo l'asse est-ovest, è scandito in tre navate da quattro pilastri reggentì la cupola centrale ovale, e termina con un vano rettangolare sede del coro; il braccio trasversale, di poco sporgente dai muri laterali, ospita all'estremità i due altari minori. Nella campata compresa tra la seconda coppia di pilastri e il coro, è ricavata la zona presbiteriale con l'altare maggiore. L’edificio è integralmente coperto con volte a botte e a vela, decorate ad affresco in epoca recente.

Rovistando nell'archivio parrocchiale è stata trovata un'informazione relativa alla fondazione della Chiesa Parrocchiale di Iggio di grandissimo interesse: "la Chiesa di Iggio è nata attraverso una donazione di alcune terre, da parte dell'Arcivescovo di Milano Ariberto d'Intimiano, all'Abbazia di San Salvatore di Tolla".
E' la prima volta nella storia che si parla di IGGIO. Il documento è datato 1040 e conservato nell'archivío dell'Abbazía di S. Salvatore di Tolla (P.M.CAMPI Dell'Historia Ecclesiastica di Piacenza, vol. I, 1651, p.324, c.2). A tale data (cfr. A.D.PETRILLI, Iggio e la sua Chiesa, in "Cronache d'Arte", 1925, 31 III pagg. 11-15) erano sottoposte alla giurisdizione della Pieve di S. Martino le cappelle di S. Giovanni in Galla, di ultra montes (l'attuale Oratorio dei Volpi), di Gunda, poi dei Cavalieri di Malta, di Ceriato, di S. Genesio, ora distrutta, di S. Cristina.
Quest'ultima, insieme alla cappella di Specchio, venne definitivamente assegnata alla Pieve di Iggio con una sentenza papale del 1176 (cfr. P. M. CAMPI Op. cit., vol. II, pag. 40, col. 1) dopo una lungo controversia tra la diocesi piacentina e quella parmense. che ne rivendicava la giurisdizione perchè posta sui confini. Dal numero di cappelle da essa dipendenti si deduce l'importanza della Pieve di Iggio nello XI e XII secolo; tuttavia della costruzione romanica restano scarse tracce, alcuni bassorilievi con semplici figurazioni ed un piccolo portale sul lato sinistro dell'attuale edificio.
Come si apprende da un carteggio relativo alla Visita Pisani del 1774 conservato all'Archivio Vescovile di Piacenza, in cui si parla di imponenti lavori di ristrutturazione e ricostruzione non ancora ultimati, la chiesa nel suo aspetto odierno risale appunto alla seconda metà del XVIII secolo. Nel "Registro dello Stato Patrimoniale della Chiesa", conservato nel l'Archivio Parrocchiale, in una nota manoscritta dell'anno 1940 si afferma (pur senza l'avallo di documentazione) che l’edifico fu ristrutturato nel 1745.

Il portale è ancora quello originale.
Durante i lavori eseguiti per la realizzazione dell'acquedotto che conduce ai Bassi, sono state rinvenute le fondamenta del primitivo oratorio collocate tra l'angolo del sagrato e il fienile di proprietà di Pambianchi Giuseppe.
La costruzione subì poi ulteriori lavori di restauro nel 1924, durante i quali vennero riportati alla luce i bassorilievi romanici (vedi la colomba, la Croce di Malta e l'orante) inglobati nel portale d'ingresso alla Chiesa (A.D.PETRILLI, Op. cit., p. 14).
Successivi ritocchi alle pitture già esistenti e tutta l'altra decorazione alle arcate e all'ovale, sono state eseguite da Maestri nel 1943, come si desume dalla datazione posta sulla base del volto a sinistra che guarda l'altare della Madonna.

Di nuovo nel 1965 è stato ancora ritoccato qualcosa alla decorazione interna della Chiesa, come fa fede la scritta al centro dell'arco davanti all'altare del Sacro Cuore.
Nel 1972 è stato consolidata la struttura portante della Chiesa con 5 catene a forma di croce, mentre solo nel 1983 si è pensato al consolidamento della torre campanaria: i vari ripiani, fatti con legnami, sono stati sostituiti con altri in cemento armato e sono state poste finestre di ferro nel ripiano sotto le campane, per evitare che scendesse acqua trasportata dal vento in occasione di temporali.
L'anno 1983 era stato dichiarato dal Papa Giovanni Paolo II: "Anno santo della Redenzione", per cui si è colta l'occasione per rifondere la terza campana rovinata da un fulmine. Contemporaneamente sono state automatizzate tutte le campane stesse. La messa i opera è dovuta alla Ditta Capanni di Reggio Emilia.
Nel 1987 la Ditta Barezzi di Busseto ha messo in atto il riscaldamento della Chiesa Parrocchiale attraverso l'immissione di aria calda. La caldaia è stata posta all'esterno dell Chiesa: a nord, senza deturpare alcunchè della medesima.
Si è pensato poi di rendere più accogliente il Sagrato della nostra Pieve e nel 1989 si sono eseguiti lavori di pavimentazione in cemento armato con rete elettrosaldata e ricoperto di catrame la parte Nord.
L'anno successivo, il 1990, è stato rifatto il muro perimetrale di cinta del sagrato, posto a Nord, con mattoni, rendendolo un pezzo unico tramite un collegamento tra loro con ferri inclusi nei pilastri e le due parti: superiore ed inferiore, così da rendere possibile la riparazione del muro sottostante in sassi, senza che cada quello superiore. Contemporaneamente è stata eseguita la pavimentazione, in cemento con alcune parti di mattoncini colorati all'ingresso della Chiesa, ove è stata sistemata una pietra a ricordo: "S. Martino V. 1990", e il rivestimento della scala della piazza.
Nel 1991 è stato possibile riparare i voltini che portano al campanile e alla sacrestia, lesionati da un terremoto. In ambedue è stato ritrovato, sotto l'intonaco, un "volto romano" molto bello.
L'anno 1993 è stato dedicato al Sagrato lato Sud. La Ditta Giordani Ugo di Casa Veronica - Pellegrino, ha lastricato di mattoncini di colore grigio e rossi per far risaltare un disegno di campo da pallavolo o tennis per il divertimento dei ragazzi.
L'ultimo dei restauri pittorici interni, relativo alle decorazioni, risale al 1994, operati da Giampiero Casali proveniente da Villa Casali (PC).
Nell’anno giubilare del 2000 la chiesa si riveste a nuovo anche nelle mura esterne (PDF) : vengono portati tutti i sassi a vista grazie a Bruno Ramelli, un emigrato che tornato al suo paese d'origine ha messo a disposizione della «sua Pieve di S. Martino» tutte le sue conoscenze ed esperienze.
Il 1 luglio 2003 la Chiesa Parrocchiale Pieve San Martino passa sotto la giurisdizione della Diocesi di Fidenza.